Tavole Rotonde. Un confronto  con gli stakeholder del SSN

Roma, 13 novembre 2019
Il Servizio Sanitario e la gestione della complessità: sostenibilità, pluralità delle piattaforme e loro interazioni

Il sistema sanitario può trovare sempre maggiore efficienza ed efficacia se riesce a generare processi che coinvolgano tutti gli stakeholder interessati. Nel Rapporto 2019 “Il sistema sanitario e la gestione della complessità: sostenibilità, pluralità delle piattaforme e loro interazioni”, si è provato ad indagare questi aspetti andando oltre alla tradizionale visione.

La visione della sanità come “ecosistema” che comprende gli stakeholders (le farmacie, le scuole, le industrie, e così via) ha suscitato interesse e proposte concrete in particolare sul fronte della formazione e dell’uso delle nuove tecnologie. Ambiti come quelli delle emergenze, della riabilitazione, dell’oncologia avrebbero infatti forti benefici dall’integrazione delle competenze.

Nel dibattito sono state messe in luce non solo e non tanto le criticità del sistema, quanto le opportunità che può riservare un rapporto più costruttivo tra operatori e stakeholder.  In particolare, è stato sottolineato come siano molto positivi gli attuale rapporti con realtà che possiamo considerare laterali rispetto al sistema sanitario in senso stretto: per esempio le iniziative che coinvolgono le scuole in una prospettiva di formazione dei docenti e di informazione degli allievi, soprattutto nel campo della prevenzione.

Peraltro, non sono mancate osservazioni sull’importanza di una informazione corretta e affidabile in un mondo in cui le ricerche su internet sono sempre più frequenti, ma in gran parte ottenendo risposte che hanno un’affidabilità limitata quando si ha la fortuna di non incrociare delle vere e proprie fake news. Il web viene invece visto come un’opportunità per facilitare le relazioni tra le diverse componenti del sistema sanitario allargato. 

Una particolare attenzione è stata dedicata alle trasformazioni necessarie all’offerta di servizi socio-sanitari per un fenomeno che avrà sempre maggiore incidenza sui costi e sulla qualità del sistema, l’invecchiamento della popolazione, con una maggiore speranza di vita che si collega spesso ad un maggior numero anni in cui le persone convivono con malattie croniche. A questo tema si collegano strettamente quelli delle persone sole e delle famiglie mono-parentali dove un solo genitore, talvolta un nonno, si trova solo con dei bambini piccoli. Tra le trasformazioni sociali che poi richiedono un’attenzione, e risorse, aggiuntive, vi è poi la doverosa necessità di offrire assistenza agli stranieri, con cui è spesso difficile dialogare.

Sullo sfondo della discussione sono sempre rimaste le prospettive del sistema sanitario nazionale, un sistema che è stato uno delle riforme più significative del secolo scorso, una riforma tuttavia che ha bisogno di un costante adeguamento con una diffusione delle migliori pratiche soprattutto in campo ospedaliero. Peraltro anche le posizioni dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta richiederebbero un aggiornamento costante delle competenze e un rapporto costruttivo con le altre componenti del sistema.

L’illustrazione dei contenuti del rapporto ha caratterizzato la parte iniziale dell’incontro con gli interventi del presidente della Fondazione Farmafactoring, Marco Rabuffi, del presidente del Censis, Giuseppe De Rita, del direttore scientifico della Fondazione Farmafactoring, Vincenzo Atella, del presidente del Cergas, il centro dell’Università Bocconi di analisi e studio del sistema sanitario, Elio Borgonovi e di Francesca Lecci, coordinatrice dell’area management dello stesso Cergas e infine di Francesco Maietta, responsabile dell’area politiche sociali del Censis.