Tavole Rotonde. Un confronto  con gli stakeholder del SSN

Bologna, 23 novembre 2016 / Bari 30 novembre 2016
Rapporto 2016 "I cambiamenti nella salute in Italia: gli effetti sulla silver generation"

La combinazione di debito pubblico, disoccupazione, globalizzazione, invecchiamento demografico e aumento dei prezzi delle case cui abbiamo assistito negli ultimi 20 anni ha ridotto i livelli e il potere di acquisto dei redditi e le prospettive di milioni di giovani in tutto il mondo sviluppato, con conseguenze senza precedenti per la disuguaglianza tra le generazioni. Per la prima volta nella storia dei paesi industrializzati, con l'eccezione dei periodi di guerra, i redditi dei giovani adulti si sono ridotti rispetto al resto della società. In Italia le famiglie sotto i 35 anni sono diventate più povere di quelle dei pensionati sotto gli 80 anni. Se poi si accetta l'ipotesi che il tasso di morbilità e la speranza di vita sono indicatori influenzati da fattori quali l'occupazione, il reddito e l'accesso all'assistenza sanitaria, è evidente che in termini dinamici lo stato di salute di questa coorte di giovani individui avrà ripercussioni importanti sul futuro stato di salute dell'intera popolazione e sulla spesa sanitaria nel suo complesso.

L'organizzazione e la gestione di questi fenomeni rappresenteranno la vera sfida delle politiche sociali e sanitarie in Italia. Le analisi condotte mostrano una tendenziale incapacità del sistema di farsi carico in maniera completa e appropriata dei bisogni sanitari espressi dall'attuale silver generation. Questo è un segnale che va letto e interpretato in prospettiva, poiché per il futuro le generazioni più giovani potrebbero avere uno stato di salute peggiore quando faranno parte della silver generation.

Si confermano inoltre, a livello dei singoli SSR, livelli di straordinaria eterogeneità, che configurano, da un lato la presenza di molteplici modelli organizzativi e soluzioni operative per dare risposta ai bisogni sanitari della silver generation e, dall'altro, come i diversi SSR non siano ad oggi comparabili per quantità e qualità di presa in carico della popolazione anziana.