Visualizzazione Contenuto Web Visualizzazione Contenuto Web

Visualizzazione Contenuto Web Visualizzazione Contenuto Web

Visualizzazione Contenuto Web Visualizzazione Contenuto Web

Visualizzazione Contenuto Web Visualizzazione Contenuto Web

Banca Farma Factoring Publisher Banca Farma Factoring Publisher

Il riparto del finanziamento ordinario del SSN per il 2013
28-02-2014


Nei giorni scorsi, precisamente il 20 febbraio, con le intese raggiunte nella Conferenza Stato-Regioni, si è definitivamente concluso l'iter di ripartizione del finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale (SSN) per il 2013. Anche questa volta l'iter è stato particolarmente lungo e complesso e si è sostanzialmente risolto grazie ad un accordo politico raggiunto dalle Regioni, recepito nelle intese citate, che ha emendato l'originaria proposta del Ministero della Salute.  

Prima di esaminare le ragioni e gli effetti regionali di tale accordo, riassumiamo il quadro complessivo. In totale, il finanziamento da ripartire per il 2013 ammonta a 107,1 miliardi di euro: al finanziamento originario previsto si sono aggiunti, in seguito all'accordo politico citato, 109 milioni di euro di quote premiali 2012, ancora non ripartite. Scendendo nel dettaglio, al finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), vanno 104,5 miliardi di euro, il 98% circa di quello complessivo. Al fabbisogno regionale cosiddetto vincolato sono destinati 2 miliardi di euro circa, di cui 1,5 miliardi per gli obiettivi cosiddetti di Piano sanitario nazionale, mentre agli altri Enti del SSN vanno poco meno di 0,6 miliardi di euro, di cui circa la metà per le attività degli Istituti zooprofilattici sperimentali.

L'accordo politico raggiunto dalle Regioni il 19 dicembre scorso, consiste sostanzialmente in un'integrazione delle risorse originariamente previste per i LEA (104,1 miliardi di euro) con ulteriori 430 milioni di euro circa, ricavati dalle risorse destinati ai meccanismi premiali, comprese quelle previste per il 2012, che erano state inizialmente accantonate. Con tali risorse si intende riequilibrare la ripartizione iniziale (basata sul costo medio pro-capite delle tre regioni benchmark, Umbria, Emilia Romagna e Veneto, rapportato alla popolazione pesata per l'età al 1° gennaio 2012), sia per premiare le Regioni (in particolare, Lombardia, Veneto e Marche) caratterizzate da elevati standard di assistenza, sia, soprattutto, per compensare quelle colpite da una riduzione di risorse rispetto al passato. In particolare, a causare tale perdita concorrono due motivi diversi. Da una parte, la fine del cosiddetto "lapis", ovvero della correzione "politica" stabilita dalle Regioni, che penalizza quelle che ne avevano beneficiato in precedenza (la Liguria, la Campania e la Calabria in particolare). Dall'altra, la discontinuità prodottasi nella serie temporale della popolazione a seguito dell'ultimo censimento dell'Istat, che penalizza le Regioni, in particolare il Lazio e la Liguria, la cui popolazione si è ridotta al di sopra della media nazionale.

Veniamo, infine, all'esito della ripartizione regionale. Nella figura 1 abbiamo riportato l'importo pro-capite, calcolato sul numero di residenti non pesato per l'età, ricevuto da ciascuna Regione per l'erogazione dei LEA (prima della correzione per la mobilità sanitaria interregionale e comprensivo degli effetti della solidarietà regionale verso l'Abruzzo, per le conseguenze del sisma del 2009). Tutte le Regioni del Centro-Nord, ad esclusione delle due Province autonome, del Veneto e della Lombardia, presentano una quota capitaria superiore a quella media nazionale (rappresentata dalla linea retta), per via della maggiore anzianità relativa dei loro residenti. Il contrario, si verifica per le Regioni meridionali, ad eccezione dell'Abruzzo e del Molise.

 

Figura 1 – Finanziamento pro capite (euro)


 

Nella figura 2, abbiamo riportato il peso della correzione (ad eccezione per l'Abruzzo dei contributi di solidarietà ricevuti per il sisma del 2009) concordata dalle Regioni sul finanziamento finale. I dati mostrano come a beneficiare di tale correzione sono soprattutto la Liguria, il Lazio, la Calabria e il Molise, per le quali le maggiori risorse sono in proporzione al finanziamento regionale, ben al di sopra della media nazionale (la linea retta orizzontale).

 

Figura 2 – Peso della correzione politica (in % del finanziamento regionale)


Torna alle notizie