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Sanità digitale, in crescita ma serve una spinta maggiore
21-07-2016


Nel 2015 la ripresa della spesa ICT della PA ha interrotto un trend negativo che durava da anni. Troppo poco però per invertire uno schema che penalizza gli investimenti. Italia login, i progressi nella Scuola, nella Sanità, nell'interconnessione fra amministrazioni e nella fatturazione elettronica, confermano la validità dei programmi avviati, ma anche l'urgenza di accelerarli.

Trainano Sanità e Scuola, continua la spirale negativa nella PA Locale

La vista per comparti fa subito vedere che a interrompere la serie negativa hanno contribuito nel 2015 la Sanità (1.163 milioni, +2,8%), la Scuola e l'Università (358 milioni, +2,5%), la PA Centrale (2.625 milioni, +0,2%), ma non le Regioni (730 milioni esclusa la Sanità, -0,5%) e ancora meno le Amministrazioni Locali (Comuni, Province e Comunità montane) (695 milioni, -1,9%). Più significativi di quanto appaiano sono i recuperi di Scuola/Università, che per gli effetti delle recenti riforme continuano il trend positivo già iniziato nel 2014 e nella Sanità, ove i progetti avviati permettono di uscire da una altalenante staticità. L'andamento della spesa ICT della PA Centrale conferma invece il permanere di una spirale negativa (con cali fra il 3,1% e il 5,7% l'anno tra il 2011 e il 2014) e che pone in dubbio la loro capacità di tenere il passo della trasformazione digitale. L'andamento in lieve calo della spesa ICT delle Regioni al netto di quelle imputabili alla Sanità, si ricollega solo in parte all'evoluzione delle procedure d'acquisto, e conferma un trend di lieve ma costante calo che prosegue da 10 anni e che si è tradotto anche in un digital divide territoriale: le quattro regioni top spender oramai esprimono il 46% della spesa ICT complessiva del comparto.

Ancora elevata la quota di spesa corrente

Soffre la spesa per investimenti, scesa nel 2015 a 662 milioni (-0,7%) nella PA Centrale, a 97,5 milioni nella PA locale (-2,9%), e in aumento solo nella Scuola, a 158 milioni (+7,2%,) e nella Sanità (424 milioni). L'andamento della spesa corrente ICT (che non comprende il costo del personale) innesca la sfida per i prossimi anni. Essa appare ovunque molto resistiva: o cala meno della spesa complessiva o addirittura aumenta (+0,5% nella PA Centrale, +3,2% nella Sanità).

È così che la spesa corrente assorbe il 73% della spesa ICT nelle Regioni, l'86% nella PA Locale e il 56% nella Sanità e nella Scuola.

Stato della digitalizzazione: luci ed ombre quasi ovunque

L'avanzamento della digitalizzazione della PA presenta ovunque luci e ombre.
Nella PA Centrale appare meglio avviato: il ricorso all'SPC (Sistema Pubblico di Connettività), interessa la totalità degli enti anche se meno per le funzionalità più avanzate; la fatturazione elettronica interessa il 93,3% delle fatture ricevute, e in molti ambiti, dall'Inps ai agli Enti Fiscali, i servizi on line offerti sono realtà. Le Regioni si inseriscono nello stesso trend, anche se non tutte e non con lo stesso passo. Nella Scuola, le iscrizioni on line sono adottate dal 99% degli Istituti, il Registro del Docente dal 73,6% e i servizi online scuola-famiglia dal 58,3%.

Nella Sanità, 17 tra Regioni e Province Autonome hanno realizzato l'Anagrafe Sanitaria Unificata e le rimanenti la stanno sperimentando; i CUP Regionali sono attivi in 14, parzialmente operativi in 4 e assenti in due (Puglia e Calabria).

 Link 3° Osservatorio Assinform sull'ICT nella PA, Digitalizzazione PA


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