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Invecchiamento della popolazione
21-01-2013


Il 7 Gennaio è stato presentato in Italia il rapporto curato dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) e da HelpAge International, dal titolo "Invecchiare nel ventunesimo secolo: un traguardo e una sfida". Ne emerge un quadro non solo di problemi, ma anche di opportunità.

L'invecchiamento della popolazione è un fenomeno che investe sia i paesi industrializzati che non. Gli anziani rappresentano la quota di popolazione mondiale che sta crescendo più rapidamente negli ultimi anni: ciò è dovuto a migliori condizioni di vita per gli anziani, a più bassi di mortalità infantile e a più bassi tassi di fertilità (sa livello mondiale si è passati da 5 figli per ogni donna tra il 1950-1955, a 2,5 figli nel periodo 2000-2015).

Nel complesso, l'aspettativa di vita è aumentata nel corso dell'ultima decade e continuerà ad aumentare in futuro: attualmente, vi sono 33 paesi con un'aspettativa di vita media alla nascita di almeno 80 anni e con un numero di centenari pari a 316,000. Tale aspettativa cambia a seconda del sesso e di altre caratteristiche come l'accesso all'educazione, la provenienza geografica, le cure sanitarie durante la gioventù, le esperienza lavorative e i guadagni ad esse connessi.  Attualmente, le donne risultano essere più longeve, e non a caso tale fenomeno viene chiamato "feminization of aging": ogni 100 donne di età pari o superiore ai 60 anni vi sono in media 84 uomini della stessa età, mentre per ogni 100 donne 80enni o ultra 80enni vi sono solo 61 uomini (fonte: UNDESA, World Population Developed countries Ageing 2011 (2012)). Ciò è imputabile al fatto che, nonostante le donne contino su un livello di reddito che in media è notevolmente inferiore rispetto a quello degli uomini, al tempo stesso, esse sono in grado di creare intorno a sé una rete di relazioni molto più fitte che forniscono loro un utile supporto durante la vecchiaia.

Il rapporto UNFPA "Aging in the Twenty-First Century: A Celebration and A Challenge", oltre a riconoscere l'invecchiamento come un fenomeno incontestabile, pone l'accento sulle opportunità sociali ed economiche che offre una società con un'alta percentuale di anziani. Infatti, gli anziani non andrebbero visti solo come i beneficiari dei servizi sociali e quindi come un mero "costo": in quest'ottica l'invecchiamento della popolazione dovrebbe essere letto come un dato di crisi. Al contrario, il rapporto sottolinea che gli anziani andrebbero piuttosto visti come gli agenti del progresso socio-economico, che contribuiscono alla produttività del paese come collaboratori famigliari, elettori, volontari, etc..

Infatti, la popolazione anziana (quella dai 60 anni in su), soprattutto in questi anni di crisi economica, rappresenta sempre di più un riferimento per le generazioni più giovani, sia da un punto di vista sociale che finanziario, in quanto è grazie ad essi che si sta verificando un trasferimento intergenerazionale di risorse. Sono gli anziani che spesso si fanno carico della crescita e dell'educazione delle nuove generazioni, oltre ad essere anche un punto di riferimento economico-finanziario: grazie ai loro stipendi/pensioni gli anziani supportano sempre più frequentemente i figli e le loro famiglie, che si trovano a fronteggiare il problema della disoccupazione o di guadagni instabili.

La Seconda Assemblea Mondiale sull'Invecchiamento, tenutasi per la prima volta a Madrid (Spagna) nel 2002, identifica le sfide più importanti da intraprendere affinché la popolazione anziana sia un sostegno sociale di riferimento: la protezione sociale e, quindi, la garanzia di un reddito, l'accesso alle cure mediche che garantiscano di vivere una vecchiaia sana e, infine, l'esistenza di un ambiente circostante favorevole che incoraggi l'invecchiamento attivo soprattutto quando gli anziani iniziano ad avere una mobilità ridotta. Infine, il rapporto sottolinea come ulteriori progressi nei diritti umani degli anziani vadano ancora fatti sia al livello nazionale che internazionale, per prevenire fenomeni di discriminazione e violenza soprattutto in alcune aree più povere del mondo e nei confronti delle donne anziane, che rappresentano i soggetti più vulnerabili.

I punti chiave sull'invecchiamento

Cambiamenti demografici

 

  • Nel mondo, ogni secondo due persone festeggiano il loro sessantesimo compleanno – per un totale di quasi 58 milioni di compleanni all'anno.
  • Nel 2050 per la prima volta ci saranno più persone anziane che ragazzi sotto i 15 anni. Nel 2000 c'erano già più persone di sessant'anni o più che bambini sotto i cinque anni.
  • Nel 2012, le persone di sessant'anni o più erano 810 milioni, ossia l'11,5% della popolazione totale. Secondo le previsioni questa cifra arriverà al miliardo di persone in meno di dieci anni e raddoppierà entro il 2050, raggiungendo i due miliardi di persone, ossia il 22% della popolazione totale.
  • Nell'ultimo decennio, il numero di persone di sessant'anni o più è aumentato di 178 milioni di persone – una cifra che equivale quasi all'intera popolazione del Pakistan, che si trova al sesto posto tra i paesi più popolosi del mondo.
  • L'aspettativa di vita tra il 2010 e il 2015 è di 78 anni nei paesi sviluppati e di 68 in quelli in via di sviluppo. I bambini nati tra il 2045 e il 2050 avranno un'aspettativa di vita di 83 anni nei paesi sviluppati e di 74 in quelli in via di sviluppo.
  • Su tre sessantenni, due vivono in paesi in via di sviluppo. Nel 2050, quasi quattro sessantenni su cinque vivranno nel mondo in via di sviluppo.
  • Il Giappone è l'unico paese del mondo in cui oltre il 30% della popolazione ha sessanta o più anni. Nel 2050 ci saranno 64 paesi nei quali la popolazione anziana rappresenterà oltre il 30% della popolazione.
  • Il numero di centenari aumenterà su scala mondiale passando da 316.600 nel 2011 a 3,2 milioni nel 2050.
  • Nel mondo, per cento donne di sessant'anni o più ci sono 84 uomini della stessa età, e ci sono 61 uomini ogni 100 donne di 80 anni o più.

Reddito e salute

  • Su scala mondiale, solo un terzo dei paesi, che rappresentano solamente il 28% della popolazione, ha un sistema completo di politiche sociali che copre tutti i settori della previdenza sociale.

  • Il costo di un sistema pensionistico generalizzato a tutti gli ultra sessantenni nei paesi in via di sviluppo va dallo 0,7% al 2,6% del PIL.

  • A livello mondiale, il 47% degli anziani e il 23,8% delle anziane fanno parte della forza lavoro.

  • Trent'anni fa non c'erano "economie anziane" nelle quali i consumi delle persone anziane superavano quelli dei giovani. Nel 2010, c'erano 23 economie anziane e entro il 2040 ce ne saranno 89.

  • A livello mondiale, oltre il 46% delle persone di 60 anni o più ha delle disabilità. Oltre 250 milioni di persone soffrono di disabilità moderate o gravi.

  • Il numero di persone colpite da demenza senile nel mondo è stimato a 35,6 milioni e si ritiene che raddoppierà quasi ogni vent'anni per arrivare a 65,7 milioni di persone nel 2030.


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