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La babele dell'assistenza agli anziani in Italia. Anziani. Solo il 2,7% assistito a domicilio. E in qualche parte d'Italia l'Adi non esiste affatto
20-06-2017


Se provassimo ad uscire dall'associazione logica ormai ampiamente superata secondo la quale "salute uguale ospedale" e provassimo a porre al centro del tema della sanità pubblica il trend demografico che ci vede sempre più longevi, ci renderemmo conto di essere di fronte all'improcrastinabile necessità di rivolgere ogni sforzo a migliorare ed ampliare l'assistenza sanitaria per la cura dei pazienti cronici a casa propria. La partita della salute dei cittadini si gioca sulla long-term care e sulla capacità del nostro servizio sanitario nazionale di declinarsi sul territorio. Oggi, a fronte di una sempre crescente domanda di assistenza sanitaria a lungo termine, la formula ospedale-centrica risulta inadeguata e costosa. Nonostante l'impegno posto in particolare da alcune regioni nel trasformare gli ospedali con un'apertura verso il territorio, si ha la sensazione che l'offerta di assistenza sanitaria nel nostro Paese evolva troppo lentamente rispetto al netto modificarsi della domanda e che gli ospedali rimangano motore "immobile" della salute italiana. In questo contesto l'assistenza domiciliare potrebbe e dovrebbe rappresentare la via, la madre delle possibili risposte. Ma qual è la situazione dell'assistenza domiciliare in Italia? Perché i dati che circolano presentano numeri nettamente inferiori rispetto a quelli degli altri Paesi dell'Occidente che invecchia? Perché non solo i cittadini, ma anche gli addetti ai lavori sottolineano di continuo disparità ed incongruità tra le diverse aree del territorio nazionale?

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