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Banca Farma Factoring Publisher Banca Farma Factoring Publisher

Dati di spesa sanitaria: confronto fonti HS-SiSSI e Ministero della Salute
14-09-2012


Dal confronto di due diversi dati di spesa sanitaria, HS-SiSSI e SSN, emerge che misure di contenimento della spesa hanno colpito solo quella parte di costi, catturata dal dato HS-SiSSI, direttamente riferita al fabbisogno sanitario degli italiani (visite mediche, accertamenti, farmaci o ricoveri ospedalieri).

Alla luce dei recenti dibattiti sulla spending review, un risparmio potenziale si potrebbe ottenere agendo su tutto il residuo della spesa sanitaria, rappresentata da costi amministrativi e di funzionamento del sistema.

In figura 1 sono riportati i trend della spesa pro-capite registrata dai MMG e quella pro-capite totale del SSN ottenuta dai conti CE, nel periodo 2004-2010. Da un primo sguardo possiamo evincere che i dati di fonte HS-SiSSI registrano un livello di spesa sistematicamente inferiore a quella del Ministero, e ciò è dovuto alla natura stessa del dato HS-SiSSI, che non contiene tutta la parte di spesa riguardante i costi del funzionamento del sistema. Inoltre, nella figura 1, l'istogramma sovrapposto rappresenta il differenziale, sempre in termini pro-capite, tra la spesa HS-SiSSI e SSN per ciascun anno. Analizzando tale differenziale nell'arco temporale considerato, possiamo evincere che negli ultimi anni le due misure della spesa sanitaria si sono distanziate sempre di più. La lettura della figura suggerisce che nel 2004 la differenza tra le due spese ammontava a circa 350 euro, ed è cresciuta a passo molto accelerato tra il 2004 ed il 2008, per poi aumentare a tassi minori dopo il 2008. Il differenziale nel 2010 si è attestato sui 650 euro, ovvero 300 euro in più di quanto non fosse nel 2004.

Fig. 1 – Confronto tra dati di spesa pro-capite di fonte HS-SiSSI (inclusi ricoveri ospedalieri) e dati Ministero della Salute
 

Fonte: elaborazioni Fondazione Farmafactoring su dati HS-SiSSI e su dati Ministero della Salute.

La spesa SSN fa riferimento al dato della spesa complessiva ufficiale del Ministero della Salute (Conti economici delle Aziende sanitarie), reso pro-capite usando i dati annuali relativi alla Popolazione Italiana fonte ISTAT.

Questo risultato è molto informativo sul peso assunto dalle varie voci di spesa sanitaria nel periodo analizzato. In particolare, emerge chiaramente come l'introduzione dei piani di rientro e delle misure del contenimento della spesa abbiano realmente contenuto la crescita della spesa
pro-capite sia di fonte HS-SiSSI che SSN. Tuttavia, va evidenziato come la spesa pro-capite complessiva SSN continui a crescere a ritmi superiori a quella HS-SiSSI che, invece, rimane costante in termini nominali. Questa diversa dinamica tra le due voci di spesa ci suggerisce, in modo alquanto chiaro, che gli interventi di policy mirati al contenimento della spesa sanitaria, hanno colpito solo quella parte di costi direttamente riferiti al fabbisogno sanitario degli italiani, quindi la spesa per effettive necessità come visite mediche, accertamenti, farmaci o ricoveri ospedalieri. Rimane invece ancora una discreta possibilità di manovra, in termini di politiche attuabili, su tutto il residuo della spesa non catturato dal dato HS-SiSSI e in particolare, le voci relative alla spesa per il funzionamento del sistema sanitario e costi amministrativi.

Nel complesso, osserviamo che il differenziale tra il dato HS-SiSSI e SSN nel 2010 supera i 600 euro. In altri termini, la quota della spesa complessiva registrata dai MMG passa da circa il 75% nel 2004 a circa il 65% nel 2010. Tale risultato ci induce a ritenere che la gestione delle
spese "proprie" della sanità (farmaci, accertamenti diagnostici, visite specialistiche e ricoveri) è migliorata rispetto al fronte delle spese "improprie" (amministrative, personale, logistiche, ecc.). Da questo punto di vista l'informazione che se ne può trarre è di sicuro interesse per i policy makers. Questo confronto è anche importante per capire in dettaglio le evidenze che presenteremo nei prossimi paragrafi.

L'evidenza qui sopra riportata diventa ancora più interessante se si guarda agli andamenti temporali riportati nelle figure 2 e 3, dove il dato di spesa è stato disaggregato tra regioni "con" e "senza" piani di rientro. Come si può facilmente vedere, nelle regioni "con" PdR la spesa relativa alla gestione dei pazienti è diminuita e si è perfettamente riallineata a quella delle regioni del "senza" PdR. Nulla invece è stato fatto dal lato delle altre spese

Implicazioni di policy

La considerazione più importante che può essere fatta a seguito delle evidenze qui sopra riportate è che se la spesa SSN avesse continuato a crescere allo stesso ritmo di quella HS-SiSSI, nel 2010 la spesa pro-capite sarebbe stata di circa 300 euro più bassa. Questo valore moltiplicato per 60 milioni di abitanti porta all'incredibile cifra di 18 miliardi di euro di risparmio potenziale.

Assumendo che in HS-SiSSI non vengono conteggiate una serie di spese che sono comunque necessarie per il funzionamento complessivo del SSN (igiene pubblica, veterinaria, prevenzione, e una parte della spesa di lungodegenza), è possibile immaginare che il differenziale tra HS-SiSSI e SSN non sia pari a 300 euro pro-capite ma, in via cautelativa, a 200 Euro procapite (33% in meno!!). In questo caso la stima di costi aggiuntivi evitabili sarebbe non più di 18 miliardi di euro, bensì di 12 miliardi.

Questa stima grossolana risulta essere abbastanza in linea con una serie di altri lavori che al momento circolano tra coloro i quali stanno facendo gli studi della spending review.

Fig. 2 – Confronto tra dati di spesa pro-capite di fonte HS-SiSSI (inclusi ricoveri ospedalieri) e dati Ministero della Salute – Regioni SENZA Piani di Rientro

Fig. 3 – Confronto tra dati di spesa pro-capite di fonte HS-SiSSI (inclusi ricoveri ospedalieri) e dati Ministero della Salute – Regioni CON Piani di Rientro

Fonte: elaborazioni Fondazione Farmafactoring su dati HS-SiSSI e su dati Ministero della Salute.


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