Visualizzazione Contenuto Web Visualizzazione Contenuto Web

Visualizzazione Contenuto Web Visualizzazione Contenuto Web

Visualizzazione Contenuto Web Visualizzazione Contenuto Web

Visualizzazione Contenuto Web Visualizzazione Contenuto Web

Banca Farma Factoring Publisher Banca Farma Factoring Publisher

Le prospettive del SSN nella Nota di Aggiornamento al DEF 2013: tra "vecchie ricette" e rischi di minore tutela assistenziale.
04-10-2013


La Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2013, pubblicata lo scorso 20 settembre, dedica un apposito capitolo alle "sfide" a cui il SSN deve far fronte. A fronte della sua brevità - si tratta di poco più di due pagine – il capitolo, detta l'agenda di governo del settore e contiene indicazioni sulla necessità di introdurre innovazioni più radicali e di realizzare ulteriori risparmi che, anche a causa delle ambiguità del testo, pongono numerosi dubbi e sollevano più di una perplessità per le conseguenze sulla natura e le caratteristiche basilari del Servizio sanitario nazionale (SSN).

Procedendo con ordine, le priorità individuate per i prossimi anni sono:

  • il potenziamento della prevenzione, con la predisposizione di un nuovo Piano nazionale di contrasto ai comportamenti a rischio e alle tossicodipendenze,
  • il rafforzamento dell'assistenza territoriale rispetto a quella ospedaliera (con conseguente trasferimento delle risorse necessarie) per rispondere più efficacemente ai problemi posti dall'invecchiamento e dalle cronicità e per razionalizzare la struttura dell'offerta;
  • il rafforzamento del monitoraggio dell'appropriatezza delle prestazioni sanitarie garantite (Livelli Essenziali di Assistenza - LEA), mediante l'utilizzo dell'Health Technology Assessment (HTA;
  • lo sviluppo e la diffusione dell'informatizzazione;
  • il completamento del percorso di responsabilità professionale degli operatori del settore – con la definizione del regolamento sulla copertura assicurativa obbligatoria per medici, dirigenti e personale - e la regolarizzazione dei precari.     

Si tratta, in realtà, di un'agenda non particolarmente innovativa, incentrata su interventi da tempo annunciati, sui quali esiste un ampio consenso ma, evidentemente, poco o per nulla realizzati. L'effettiva implementazione delle politiche delineate richiede inoltre la collaborazione attiva e leale degli altri stakeholder del settore, e in particolare delle Regioni. In quest'ottica, va letto il richiamo ad una rapida definizione di un nuovo Patto per la salute, che al momento appare però lontana. 

Al contrario, decisamente più controversi appaiono i riferimenti alla necessità

di pervenire ad "un sistema sempre più selettivo" in vista del quale occorre "ridisegnare il perimetro dei LEA" e che deve "garantire prestazioni non incondizionate, rivolte principalmente a chi ne ha effettivamente bisogno". Alludono queste espressioni ad una trasformazione del SSN da sistema universalistico e in cui le compartecipazioni giocano un ruolo contenuto nel suo finanziamento, ad uno che seleziona alcune prestazioni e che le rende disponibili ai più "bisognosi" che non possono permettersele? O invece il cambiamento prefigurato consiste in una ridefinizione dei LEA che, sulla base delle evidenze scientifiche, elimini le prestazioni non appropriate e/o miri a graduare le compartecipazioni sulla base della capacità contributiva dei cittadini?

Si tratta di un dubbio che le ambiguità del testo, come detto, non ci consentono di sciogliere in modo definitivo.  Certo è che se i cambiamenti si risolvessero nella seconda delle opzioni indicate, i riferimenti al "nuovo modello" sarebbero tutt'al più velleitari, trattandosi sostanzialmente di dare effettiva attuazione a quanto già previsto nella normativa. Diversamente, saremmo di fronte ad un cambiamento decisamente radicale, tale da mutare profondamente la natura del SSN e restringere "oggettivamente" il diritto alla salute rispetto alla situazione attuale.

Allo stesso modo, controverse sono le annotazioni sui risparmi attesi dall'azione di governo. Nella Nota di Aggiornamento si precisa che "non ci saranno più tagli lineari". Ma questo non esclude che vi possano essere tagli non lineari. Il punto, non chiarito, è se i risparmi generati recuperando inefficienze e sprechi saranno reinvestiti nel settore o destinati al riequilibrio dei conti pubblici. Il fatto che le previsioni di spesa sanitaria per il periodo 2013-2017 si mantengano le stesse del Documento di Economia e Finanza dello scorso aprile non dissipa completamente i dubbi, alimentati dalla necessità di recuperare entro fine anno risorse aggiuntive pari allo 0,1%  del Pil, per mantenere il disavanzo di bilancio pubblico sotto la soglia del 3% del Pil, e dalla nuova correzione dei conti pubblici programmata a partire dal 2015.


Torna all'archivio notizie