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"Il Sistema Sanitario in controluce. Rapporto 2013 Le politiche di prevenzione come elemento per la sostenibilità del SSN. 1° Parte"

L'obiettivo delle attività di ricerca della Fondazione Farmafactoring per il 2013 è quello di proporre un differente modello di analisi della sostenibilità finanziaria del SSN, in grado di fornire una nuova visione, suggerendo anche una possibile soluzione, motivo per cui il tema scelto per il Rapporto 2013 riguarda le politiche di prevenzione intese come elemento per la sostenibilità del SSN.

La prima parte della ricerca guarda al problema della prevenzione dal punto di vista economico-finanziario, e in particolare agli impatti delle manovre di finanza pubblica sulla spesa sanitaria, sui costi della Sanità e sul ruolo che la prevenzione può avere nel ridurre le risorse necessarie a finanziare il sistema sanitario.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità asserisce che circa l'80% delle patologie cardiovascolari e del diabete, e almeno il 40% dei tumori, possono essere prevenuti semplicemente cambiando gli  attuali stili di vita molti studi hanno dimostrato che piccoli cambiamenti dei fattori di rischio metabolici nei cittadini a moderato rischio cardiovascolare e tumorale possono avere enormi e rapidi impatti in termine di riduzione della disabilità e della mortalità, oltre che a contenere significativamente la crescita della spesa sanitaria e aumentare la produttività economica.

Tutto ciò potrebbe far risparmiare notevoli somme di denaro pubblico che in parte potrebbero essere reinvestite per lo studio e la cura di patologie rare ancora incurabili e in parte nello sviluppo economico del paese.

Questo vorrà dire che da un punto di vista di benessere collettivo la strategia ottimale dovrà essere quella di disegnare politiche sanitarie che siano "dinamicamente efficienti", il che implica creare oggi le migliori condizioni per operare meglio domani. L'adozione, oggi, di misure atte a  incrementare gli investimenti in prevenzione dovrebbe portare, domani, a una riduzione del numero di persone da curare. Adottare un tale approccio significherebbe, quindi, anche guardare alla spesa sanitaria (o a una larga parte di essa) più in termini di spesa per investimenti che di parte corrente. Sarà, però, necessaria una decisa inversione di tendenza nell'allocazione dei fondi budget per la sanità in Italia, che con una quota inferiore all'1% della spesa complessiva, si colloca tra gli ultimi posti nella classifica dei Paesi OCSE per l'investimento in prevenzione. Aspettare che i cittadini, in seguito a anni di stili di vita poco salutari (es. eccessivo introito calorico e proteico, malnutrizione, vita sedentaria, alcol, fumo), si ammalino e si rechino in pronto soccorso o in ospedale è una strategia perdente e costosissima. E' imperativo invertire la rotta e promuovere politiche incisive di prevenzione e promozione alla salute.

Investire in prevenzione vorrà quindi dire studiare e implementare strategie che non saranno necessariamente limitate a interventi nel settore sanitario. Al contrario, sarà necessario effettuare interventi che: i) promuovano e consentano ai cittadini italiani di vivere una vita sana, attiva e indipendente sino a tarda età, ii) contribuiscano alla sostenibilità ed efficienza del sistema sanitario, sociale e del welfare, e iii) contribuiscano all'ideazione di prodotti e servizi "made in Italy" connessi al benessere, alla longevità e all'invecchiamento attivo in salute (active and healthy aging).


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