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Rapporto 2018 "I cambiamenti nella salute in Italia: la salute nell'età adulta"

La protezione sociale di base ai cittadini nel loro ciclo di vita (dalla "culla alla tomba") era l'obiettivo principale del sistema di welfare creato nel Regno Unito dopo la seconda guerra mondiale (Beveridge Report, 1942). In un mondo in rapida evoluzione, come quello attuale, un individuo non è più conforme a una sequenza lineare di fasi della vita che riguardano esclusivamente l'età (nascita, istruzione, matrimonio, lavoro, invecchiamento). Al contrario, gli individui sempre più spesso seguono cicli che sono spesso influenzati da cambiamenti economici, sociali e spaziali, che a loro volta portano a cambiamenti di carriera e responsabilità, richiedendo, quindi, una totale riprogrammazione della vita e delle aspettative. La gestione di questi fenomeni rappresenta sicuramente una delle sfide più importanti che l'Italia deve affrontare visti i risvolti politici, sociali e sanitari che essa impone.

Nel percorso di studio triennale avviato dalla Fondazione, dopo aver analizzato tali fenomeni nella popolazione anziana e in quella dei minori, l'ultimo anno sarà focalizzato sull'età adulta, ovvero quel lungo arco di tempo che va dai 18 anni (la maggiore età) fino ai 65 anni (che spesso coincide con il pensionamento). Un lungo periodo caratterizzato da diversi eventi, che sono responsabili di molti dei cambiamenti sopra ricordati. La ricerca si propone di analizzare le polarità e le sfide tra "aspettative e paure", tra "conflitti e controlli" o tra "desideri e sacrifici". In estrema sintesi, aspettative, conflitti e desideri sono oggi molto più pressanti di un tempo e generano paure, ansia di controllo, spinte al sacrificio che fanno emergere tutta una serie di bisogni, con risvolti di salute importanti, rispetto ai quali il SSN non sempre è attrezzato per dare risposte. Si pensi alla chirurgia estetica, alle problematiche legate all'impotenza, al boom della nutraceutica, al diffondersi delle intolleranze e delle allergie, alla ludopatia, all'uso di sostanze che creano dipendenza. Aspettative, conflitti e desideri spesso alterano gli stili di vita degli individui, generando effetti negativi sullo stato di salute della popolazione adulta e contribuendo ad aumentare la spesa sanitaria e, quindi, a minare la sostenibilità del sistema. Inoltre, più che nelle altre fasce d'età, nell'età adulta un ruolo importante è quello del genere. Anche a causa dei rilevanti cambiamenti nella struttura della famiglia e nel mercato del lavoro, le donne hanno maggiormente modificato le modalità con cui si rapportano con il proprio corpo e con la salute, adottando comportamenti e stili di vita di rottura rispetto solo a qualche decennio fa.

Su questo fronte, recenti ricerche epidemiologiche nazionali e internazionali mostrano come, a dispetto di un generalizzato aumento dell'aspettativa di vita, sia sempre più evidente il problema dell'anticipazione dell'insorgere di alcune patologie croniche, quali diabete, patologie cardiovascolari, problemi respiratori e problemi di salute mentale, con conseguenti ripercussioni sia sul sistema sanitario (presa in carico), sia su quello economico (riduzione della produttività). A contribuire a questo stato di cose ha influito non poco la recente crisi economica iniziata nel 2007 che si è aggiunta come un ulteriore fattore di complessità nel quadro delle polarità.

Queste informazioni sono di fondamentale importanza per i policy maker, poiché in futuro la generazione adulta potrebbe avere uno stato di salute peggiore di quello oggi sperimentato dalla attuale silver generation. Molte regioni e aziende sanitarie hanno percepito queste dinamiche e hanno attivato, purtroppo in ordine sparso, interventi di presa in carico della cronicità alla luce delle nuove evidenze.

Il Rapporto è focalizzato sull'evoluzione dello stato di salute di questa fascia della popolazione italiana e sulla reale capacità del sistema sanitario di farsi carico dei bisogni che saranno espressi, provando a disegnare una serie di possibili scenari futuri rispetto ai quali valutare le politiche sanitarie e sociali.

Al termine si è tenuta una Tavola Rotonda a cui hanno partecipato esperti e operatori del settore con l'obiettivo di fare il punto della situazione e discutere le possibili soluzioni da applicare al caso italiano.


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